Caso nave Asso 28 : facciamo chiarezza.

Questo lunedì, proprio mentre Trump incontrava Conte e noi tutti piangevamo per la fine del weekend, il rimorchiatore italiano Asso 28 ha soccorso 101 persone nel mediterraneo. Avvenimento che, seppur drammatico, appare abbastanza comune in questo periodo storico. L’anomalia sta nel fatto che la nave non ha cercato l’attracco ad un porto siciliano, ma si è diretta verso Tripoli, creando di fatto un precedente.
Tripoli, segnata dalla guerra civile, non può però essere identificata come “ porto sicuro”. Ecco perché questa azione ha scatenato una forte reazione da parte della sinistra italiana e delle ONG.
Il deputato Leu Nicola Fratoianni accusa di negligenza sia la Guardia Costiera italiana che ENI, azienda per cui lavora l’equipaggio della nave. Di contro, i ministri Salvini e Toninelli affermano la totale estraneità ai fatti della Guardia Costiera nostrana.
Sullo sfondo anche una possibile violazione del diritto internazionale, questione oggetto di analisi dell’UNHCR ( Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati). L’Italia rischia di subire una condanna dalla Corte di Strasburgo per “ respingimento collettivo”, come già avvenuto in circostanze simili nel 2009.

2009, Anno in cui Salvini e Renzi si sfidavano a colpi di capigliature da sitcom anni ’90.
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Il caso Asso 28, come quello della Aquarius, riporta in evidenza la complicata questione migranti e i problemi di gestione del fenomeno, che necessiterebbero soluzioni condivise e partecipazioni collettive da parte di tutta la Comunità Europea.

-Brian Randazzo

Facebook a picco : crollo da 120 miliardi.

Il 25 luglio 2018 rappresenta una giornata nera per la storia di Facebook. Il social network di Mark Zuckerberg infatti, ha visto scendere il valore del proprio titolo in borsa del -20% e raggiungere una perdita di 120 miliardi di dollari (i guadagni del 2018), scrivendo così una pagina negativa nella storia di Wall Street e di Facebook stesso. Curiosamente tutto ciò poco dopo che la stessa società ha annunciato l’ennesimo record economico realizzato in un trimestre (13.23 miliardi). Ma quali sono le motivazioni che hanno portato un social network affermato come Facebook a risultati così negativi? C’è da premettere che il pubblico non ha ancora dimenticato lo scandalo Cambridge Analytica, che non ha sicuramente aiutato la crescita di Facebook anzi ha allontanato milioni di potenziali utenti. Analizzando il periodo dell’ultimo trimestre, però le motivazioni appaiono ben diverse: previsioni di guadagno che non sono state rispettate e numero di iscritti che non è aumentato. Le previsioni infatti pronosticavano un incremento del +13.4 miliardi di dollari, contro i +13.23 miliardi realmente ottenuti. Più influente decisamente la seconda; gli utenti ammontano “solo” a 2.23 miliardi, un numero pauroso che però registra un aumento irrisorio del 1.54% rispetto al trimestre precedente. Oltre alle già citate questioni di privacy, ha certamente influito anche al blocco sui social network (Facebook, Google, Whatsapp ecc..) imposto dalla Cina ai danni dei suoi cittadini. Contribuiscono a questo periodo negativo di Facebook anche costi aggiuntivi per garantire la sicurezza degli utenti e per stroncare la diffusione sempre più numerosa delle fake news. Che questo momentaneo crollo di Facebook sia solo un caso? O è forse l’inizio del declino per il gigante blu?

-Andrea Bruno

Jeff Bezos, l’uomo da 150 miliardi. È giusto così?

In questi giorni non si sta parlando di altro: Jeff Bezos, fondatore di “Amazon”, il negozio online più grande di sempre, è l’uomo più ricco al mondo. La rivista “Forbes”, infatti, lo colloca al primo posto nella classifica degli uomini più ricchi al mondo con un patrimonio stimato di circa 150 miliardi di dollari, davanti a Bill Gates (95 miliardi) e Warren Buffett (83 miliardi). Inoltre, il buon Jeff è anche l’uomo più ricco dal 1982 considerando i vari indici di inflazione che porterebbero Bill Gates a ben 149 miliardi di dollari, ovvero uno meno rispetto al CEO del colosso dello shopping online (senza però considerare i tanti miliardi di dollari donati in beneficenza del creatore di microsoft). E’ importante focalizzarsi, però, su un dato che ci fornisce la società “Oxfam International”, che mette in evidenza la differenza di ricchezza che vi è tra i diversi cittadini del pianeta; infatti, l’80% della ricchezza mondiale è detenuto solo dall’1% della popolazione. Secondo voi, quanto è corretto ciò? Naturale conseguenza del capitalismo e reali meriti degli imprenditori o squilibri economici che è importante risolvere per il miglioramento dell’economia mondiale?

-Andrea Bruno

Formaggio in cambio di automobili : cos’è l’EPA e perché c’entra Trump?

Lo scorso 17 Luglio 2018 i leader dell’Unione Europea e il governo del Giappone hanno firmato uno dei più grandi e importanti accordi economici della storia recente :
l’ Economic Partnership Agreement (EPA).
Il negoziato garantirebbe il libero commercio tra i paesi dell’Unione e il Giappone, segnando così un clamoroso incremento dell’import/export per entrambe le parti ( da qui lo slogan “Formaggio europeo in cambio di automobili giapponesi”).
L’EPA, nonostante le critiche, dovrebbe arrivare al Parlamento Europeo tra qualche mese ed entrerebbe eventualmente in vigore nel 2019. E Trump che c’entra? I negoziati dell’EPA sono cominciati nel 2013, quando Miley Cyrus si dondolava su una palla e andava ancora di moda l’Harlem Shake per intenderci, ma hanno subito un’impennata dall’insediamento di Trump alla Casa Bianca e dal ritiro degli USA dal TPP, l’accordo commerciale di cui il Giappone era il principale beneficiario. La questione porta inevitabilmente ad una grande domanda : quanto sono efficaci le politiche protezionistiche?

-Brian Randazzo